In occasione della 13ª edizione del trail bianco, quasi duemila appassionati di corsa in ambiente invernale hanno conquistato i pendii innevati della località. Erano esattamente 1.926 al via, con una forte presenza femminile (63%), pronti ad affrontare freddo, altitudine e buio in un’atmosfera elettrizzante, amplificata dalla partecipazione di grandi nomi del trail internazionale.
Una gara che cambia dimensione
Anno dopo anno, Les Lumières de la Muzelle cresce in modo costante. L’edizione 2026 segna una svolta, con un aumento spettacolare delle iscrizioni: circa 700 partecipanti in più rispetto alle edizioni precedenti. Ormai saldamente inserita nel calendario del trail invernale, la gara ha regalato uno spettacolo mozzafiato quando i corridori, con le lampade frontali accese, sono partiti dalle creste della Vallée Blanche a 2.100 metri di altitudine, tracciando un nastro luminoso nel cuore delle Alpi.
Gestione di gara e imprese sulla neve
Ambasciatore di Les 2 Alpes, Mathieu Blanchard ha scelto un approccio prudente, prendendo il via sul percorso da 21 km come parte di un rientro graduale alle competizioni. Una decisione ponderata che non gli ha però impedito di conquistare un eccellente 4° posto in 1h42. Costretto a rinunciare alla partenza a causa di un infortunio, Yannick Noël ha comunque voluto essere presente, unendosi al gruppo degli 83 volontari impegnati nell’organizzazione dell’evento.
Sulla distanza regina del Maratrail, le recenti nevicate hanno reso il tracciato particolarmente impegnativo, lasciando imbattuto il record stabilito lo scorso anno. Baptiste Coatantiec si è dimostrato il più forte tra gli uomini, mentre la vittoria femminile è andata a Laurence Bonzi, rappresentante del club locale Les 2 Alpes Trail.
Un’edizione memorabile per l’organizzazione
Per il direttore di gara Laurent Sabot, questa edizione resterà un punto di riferimento:
«La montagna si è mostrata esigente, fedele allo spirito del trail invernale. Le condizioni sono cambiate nel corso della gara, costringendo tutti ad adattarsi. All’arrivo l’emozione era palpabile. È questa condivisione, questa avventura collettiva, a dare un vero significato all’evento.»
















